5 novembre, 2017

New York

Ho pensato molto dopo il recente viaggio a New York.

Ho pensato, soprattutto, riguardo la mia resistenza al rispondere cosa pensassi della città.

Avevo bisogno di tempo.

Credo che ognuno di noi debba imparare a

" far decantare le proprie inquietudini ..." .

È una grande opportunità che ci viene data dal tempo.

Ho trovato New York, a tratti psicadelica, generalmente folle.

Non ha conquistato il mio spirito, non subito, nemmeno in parte.

Inizialmente il mio pensiero è stato:

questa città corre talmente forte che non è possibile starle dietro ..

Un approccio multiculturale e "multitutto" che quasi disorienta, e sembra annientare ogni sicurezza antropologica derivi dalla certezza delle origini, dentro ogni Uomo.

Inizialmente ho trovato mancanza di fascino in tutto ciò.

Come se anche le esperienze più profonde, dentro la Grande Mela, fossero sceneggiatura di un meccanismo che non ti appartiene, scientificamente sofisticato dalla tecnologia di chissà quale natura ...

A renderci tutti quasi uguali, per fare quello che decide New York ...

Perché lì non decidiamo noi.

Il capo è Lei.

Poi, in queste settimane, ho capito...

È vero, non è possibile starle dietro, infatti non devi provarci.

Lei ti supera, ti raggiunge, ti lascia... ma torna a prenderti.

Sempre.

È questo il suo fascino, la straordinarietà.

È una città che decide...

Tu devi avere il coraggio di scegliere di abbandonarti.

E, probabilmente, di tornare. Più e più volte...

Perché sarà una sfida senza fine.

Alla vigilia di una nuova, grande Avventura... Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio,

è stata una gioia viverlo accanto a Voi.

E dico ai colleghi ed amici con cui mi accingo a condividere il prossimo " passo ",

andiamo a pensare Ragazzi...

Andiamo dove il pensiero di Uomini illuminati, ha cambiato il mondo, ed un pochino, forse, anche le nostre vite.