15 novembre, 2024

Chi sono, la mia storia

Sono Matteo, e forse avrete sentito parlare di me per le attività che svolgo, portando avanti i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori e offrendo al prossimo la mia esperienza.

Sono Matteo, imprenditore, manager, attore, produttore e attivista. Mai fermo in questo turbine di gioie che la vita ci propone. Che la vita ci regala. Come gli affetti, parte fondamentale di ogni singolo istante scandito dallo scorrere del tempo. Come gli animali, fonte inesauribile di felicità e manifestazione assoluta di purezza d'animo. La stessa che, in fondo, accomuna tutti noi esseri umani.

Purtroppo, però, talvolta la vita ci propone anche sofferenze. Qualcuno, probabilmente, avrà sentito parlare di me anche per il buio periodo che ho attraversato qualche anno fa, quando tra il 2006 e il 2010 ho rischiato più volte la vita per via di una malattia e della malasanità. Non mi fa male raccontarlo, anzi.

Stavo per laurearmi e, al contempo, portavo avanti la mia carriera di attore. Mi venne diagnosticata una broncopolmonite, che però non passava: 40 di febbre per oltre tre mesi. Ricordo bene la notte in cui ebbe inizio la parte peggiore dell'incubo, le facce scure dei medici: "Devi restare qua, altrimenti non ne uscirai". Le cure fatte in precedenza non erano quelle giuste. Si era andati totalmente fuori strada, e a quel punto un polmone e mezzo non ventilava più. Mi comunicarono che avevo preso la legionella: ero colmo di una malattia estremamente pericolosa, che può rivelarsi addirittura fatale se non presa nei tempi giusti. E io ho rischiato tantissimo.

Sentivo che stavo perdendo il controllo del mio corpo, ma ciononostante ero convinto di riuscire a sopravvivere: avevo ancora troppe cose da fare. Lo dissi a mia madre con voce flebile, e l'ho ripetuto a me stesso per tanto tempo. Anche quando mi riferirono del sequestro polmonare e quando mi ammalai nuovamente di broncopolmonite, decidendo dunque di sottopormi a un intervento chirurgico delicatissimo, dal quale non sapevo come ne sarei uscito (e se ne sarei uscito vivo).

Ricordo benissimo anche il momento dell'operazione. Era il 23 dicembre 2010: sentivo un dolore terribile, inspiegabile e insopportabile, che corrodeva anche la paura. Ero steso, un minuto sembrava una vita. Guardavo il soffitto e cercavo di mandare la testa fuori dal corpo. Mi dissi che dovevo reagire.

D'un tratto il pensiero fu quello di creare qualcosa che potesse essere un grande contenitore dove metterci dentro tutta la forza necessaria per difendere le persone che avevano subito quello che avevo subito io. Quella notte sono diventato ManSolution, quella notte è nato ManSolution: l'azienda che poi ho creato appena sono stato meglio e che oggi è diventata un brand importante che si occupa di difendere il danneggiato. Una sorta di super-eroe contemporaneo.

Ma, pur avendo incontrato tanti ostacoli e dovendo incastrare tanti impegni, non ho mai abbandonato la passione per teatro e cinema. Ho proseguito nello studio e nell’attività di attore togliendomi belle soddisfazioni e vivendo esperienze fantastiche. Uniche, oserei dire. In particolare tra il 2020 e il 2022, con la partecipazione a due film da coprotagonista: “L’altra luna” di Carlo Chiaramonte e “L’orafo” di Vincenzo Ricchiuto. Esperienze che mi hanno spinto a concretizzare il mio impegno nella settima arte fondando la Hurricane, una società di produzioni cinematografiche.

Ed adesso eccomi qui. Con tanti progetti, ambizioni e buoni propositi. Pronto a fare del mio meglio. Perché se c'è un concetto che ritengo imprescindibile nella vita di ognuno di noi, questo è: "il meglio che puoi fare è fare del tuo meglio". Sempre.

Matteo Silvestri